sabato 25 gennaio 2014

The Counselor

Un avvocato baciato dal successo (Michael Fassbender), ricco, bello ma purtroppo avido, decide di entrare in un traffico di droga per ricavare un guadagno stellare: deve importare in Texas un carico di cocaina proveniente dal Messico, del valore di oltre venti milioni di dollari. Ma in questo mondo, fino a quel momento sconosciuto per l'avvocato, gli imprevisti sono all'ordine del giorno, e se qualcosa va storto bisogna essere pronti a pagarne le conseguenze.

Quello di Ridley Scott è un thriller dal cast ricchissimo: oltre all'innominato protagonista figurano Javier Bardem nei panni di Reiner, ex cliente del avvocato e con stretti contatti col Cartello messicano, e sua moglie Malkina, una fredda e glaciale Cameron Diaz; Penelope Cruz è Laura, la donna che l'avvocato sta per sposare, e infine il criminale Westray, un sempreverde Brad Pitt. Un Olimpo di nomi che non riesce però a salvare una pellicola dalla trama scontata, in cui la piega degli eventi si dipana e si svela dopo forse meno di venti minuti dai titoli di testa, tra dialoghi spesso caricaturali in maniera imbarazzante (le uscite della Diaz su tutti) e costanti tentativi di catturare l'attenzione dello spettatore  con episodi saturi di attrazione sessuale e con una violenza atroce in maniera diabolicamente ammiccante - penso alla scena del motociclista, alla "istrionica" Diaz alle prese con una Jaguar, e al malessere generato dalla scena finale, che non mostra ma è comunque chiara. Anche la caratterizzazione dei personaggi ha una profondità solo di facciata: sembra quasi che, più che renderli tridimensionali, veri, Ridley Scott sia più interessato a vestirli bene e a metterne in mostra il lato più seducente. 

Ambientato tra El Paso e Ciudad Juarez, la città messicana tristemente nota per il più elevato tasso di omicidi al mondo; da segnalare il cammeo di Dean Norris, l'Hank Schrader di "Breaking Bad" qui nei panni dell'acquirente del carico di droga: quando si dice la legge del contrappasso. Sceneggiatura di Cormac McCarthy ("Non è un paese per vecchi", "La Strada") che al cinema, finora, ha dedicato di meglio. 
Insomma, un mezzo passo falso per il regista statunitense dopo il valido "Prometheus": al fratello Tony Scott, scomparso nel 2012, sinceramente poteva dedicare di meglio.



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