giovedì 16 gennaio 2014

American Hustle

Long Island, fine anni Settanta. Irving Rosenfeld (Christian Bale) e Sydney Prosser (Amy Adams) sono una coppia di truffatori che promette grossi guadagni in cambio di piccole cifre, per poi dileguarsi nel nulla; pizzicati dall'agente dell'FBI Richie DiMaso (Bradley Cooper), vengono costretti a collaborare per incastrare una serie di mafiosi e politici corrotti, in un crescendo di eventi che presto diventa incontrollabile e imprevedibile.
Basato sulle vicende reali dell'operazione ABSCAM, il film di David O. Russel ("The fighter", "Il lato positivo") è dinamismo puro al confine labile tra dramma e commedia, che trae linfa vitale da una regia abile e ipercinetica, da una colonna sonora variegata e azzeccatissima (da Donna Summer e i Bee Gees a Tom Jones, dalla Electric Light Orchestra a Duke Ellington) e soprattutto da una fotografia smaccatamente Seventies: colori vintage a tinte marroni e una dichiarazione d'intenti già nelle schermate iniziali delle case di produzione, con tanto di pellicola sgranata; per non parlare poi dei costumi: camicie aperte con collane d'oro in vista, giacche sgargianti e occhialoni a goccia, le vertiginose scollature della Irving. 
Molti i debiti con il New Hollywood Cinema di Scorsese e De Palma - l'ambientazione, lo stile di regia, i temi trattati - così come con Tarantino: un'acida e sottile miscela di umorismo e cinismo che in ogni caso rende più che digeribili situazioni altrimenti pacchiane, e che spesso e volentieri ci catapulta in scene assurde assolutamente esilaranti (i confronti tra DiMaso e il suo superiore o i dialoghi tra Irving e la moglie Rosalyn, impersonata da un'ottima Jennifer Lawrence). La sceneggiatura ha un ritmo e una profondità che non fanno impazzire, e molte situazioni vengono risolte da una troppo semplicistica voce fuori campo; la lacuna viene però più che colmata da un cast impeccabile, a partire da un Bale con tanto di pancione extra-size e improbabile riporto. E alla fine non è solo Russel ad essere più interessato alle psicologie dei singoli personaggi e alle dinamiche tra di essi che all'evolversi della vicenda, ma anche noi spettatori. Non sarà il film dell'anno, ma lo spettacolo è assicurato.


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