martedì 17 settembre 2013

Mood Indigo - La schiuma dei giorni

Probabilmente non c'era regista più adatto di Gondry per portare sul grande schermo il capolavoro letterario di Boris Vian. "L'Écume des jours", ambientato in una Parigi da sogno degli anni Quaranta, narra la storia d'amore tra il ricco Colin e la giovane Chloé, un crescendo vertiginoso di buonumore e ottimismo che raggiunge il culmine nel matrimonio, ma che altrettanto vertiginosamente picchia a terra, lasciando una voragine nel cuore.
Già Charles Belmont nel '68 e il giapponese Go Riju nel 2001 avevano tentato delle trasposizioni cinematografiche de "La schiuma dei giorni", ma solo un visionario come il regista francese poteva ricreare le ambientazioni e le suggestioni di un testo scritto che era già immagine: si passa dai colori vividi e saturi di una prima parte densa di gioia iperrealista, trovate geniali e continue animazioni in stop-motion, a una tristezza che scava dentro, rimpicciolisce gli spazi, invecchia e come se non bastasse si porta via anche ogni traccia di colore. Un mood che si rispecchia nell'indaco cantato da Duke Ellington, autore della "Mood Indigo" che dà il titolo al film (per una volta un film di Gondry non viene violentato nella traduzione) e della "Chloé" che prende vita nel personaggio di Audrey Tautou.
Una struggente favola d'amore condita da critiche dissacranti al mondo borghese e al consumo sfrenato - la disgrazia di Colin non è solo pena d'amore ma anche rovina economica - ai falsi idoli (memorabile il fanatismo per il celeberrimo Jean-Soul Partre!), alla guerra (le coltivazioni di fucili) e chi più ne ha più ne metta. Tra gli attori, più che i due protagonisti Romain Duris e la Tautou spiccano i comprimari: Chick (Gad Elmaleh), fanatico del filosofo fino a morirne, la bellissima Alise (Aissa Maiga) e il domestico tuttofare e sciupafemmine Nicolas (Omar Sy, già ammirato di recente in "Quasi amici").

Chi nell'inventiva sfrenata di Vian si è già perso non potrà che tuffarsi nuovamente in un'esperienza che è un volo pindarico da vette di sogno all'inferno in terra, mentre chi vi si scontra per la prima volta probabilmente faticherà di più ad entrare in un mondo che somma la creatività di due geni visionari quali Vian - parola - e Gondry - immagine. Da amare o da odiare, probabilmente non ci sono vie di mezzo. In ogni caso no, regista più adatto proprio non c'era.


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