lunedì 17 giugno 2013

Metzengerstein "Albero specchio"

Volenti o nolenti, i Metzengerstein finiscono al primo colpo ai vertici della Italian Occulto scene.
Perla nera partorita dalla combriccola Ambient-Noise Session - la stessa di quegli Holy Hole di cui abbiamo già parlato su queste pagine - e adottata da Justin Wright / Expo 70 per la sua Sonic Meditations, il criptico collettivo toscano mette in scena con "Albero specchio" un rituale esoterico ipnotico e trascinante, fatto di improvvisazione, drones e molto altro.
L'iniziale Ð è un sabba che monta lento, facendosi sempre più oscuro in un crescendo d'ansia che passa per i fumi emessi dal flauto dell'ospite Donato Epiro - uno che nell'occulto ci sguazza - fino alle urla del finale. Ɵ invoca un'atmosfera sinistra a colpi di percussioni tribali e voci che sembrano provenire dall'oltretomba, per poi convogliare il male attraverso le vibrazioni negative di un organo; in ǂ protagonista è invece un sitar che disegna traiettorie color oppio, mentre intorno si sta consumando un rito sacrificale. צ è un abisso nero di suono, la conclusiva ש psych-trance pura, con l'influenza dei Cannibal Movie - la band di Epiro e Sammartano - e dei cannibal movie - il filone cinematografico con tutto il suo immaginario - che si fa sentire.

Non abbiamo inventato nulla: ci saranno dietro la kosmische e il kraut più esoterico, ci saranno la drone music e tante sonorità tribali del terzo, quarto e quinto mondo. Resta il fatto che un sound così lisergico e oscuro oggi lo si può trovare soltanto in Italia.

(Sonic Meditations, 2013, ltd. edition 100 tapes)


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