giovedì 11 aprile 2013

Re della Terra Selvaggia



L'opera prima del giovane Benh Zeitlin, candidata a 4 Premi Oscar e tanto acclamata nei festival cinematografici di mezzo mondo, narra la storia della piccola Hushpuppy (Quvenzhané Wallis), una bambina di sei anni che vive col padre (Dwight Henry) in una comunità rurale del sud della Louisiana chiamata "La grande vasca" ("Bathtub"). La giovane protagonista si trova a fronteggiare una serie di difficoltà, dal vuoto lasciato dalla madre scomparsa al rapporto conflittuale col padre malato di cuore, dall'ambiente ostile in cui l'acqua è sovrana, conseguenza dei mutamenti climatici che hanno causato lo scioglimento dei ghiacci, al superamento della linea d'ombra tra l'infanzia e l'adolescenza che comporta l'assunzione delle prime, grandi responsabilità.

Fantasia e realtà si fondono in quest'opera ispirata e commovente: l'immaginazione della piccola Hushpuppy si scontra con la durezza della vita quotidiana, nella quale è circondata da adulti tanto orgogliosi quanto problematici, l'alcool e le feste collettive le uniche forme di ribellione ad un'esistenza fatta di stenti, sporcizia e povertà. E così la bambina dà vita ad un mondo parallelo, in cui la madre assente le parla attraverso una canotta da pallacanestro a brandelli e dove è capace di confidarsi con gli animali che la circondano, con i quali entra in simbiosi ascoltandone il battito del cuore. Una fuga, la sua, che si scontra con la necessità di una crescita anticipata: il padre, cosciente di essere arrivato al capolinea per via della malattia, cerca di infondere nella figlia la forza e il coraggio necessari non solo per andare avanti in questo mondo ostile, ma anche per diventare guida della comunità intera. E il passaggio di consegne non avverrà in maniera indolore: uno scontro continuo tra i due protagonisti, fatto di inseguimenti e fughe, ricerche e cacciate, abbracci e lotte, un tira e molla che si esprime in giochi di sguardi di un'intensità impressionante.
Siamo al di fuori del tempo in "Beasts of the Southern Wild": potremmo essere nella Louisiana di oggi, non fosse per i mutamenti climatici che hanno portato il livello del mare a livelli altissimi e che hanno causato il risveglio di feroci belve preistoriche prima ibernate, impersonificazione delle paure più nascoste della protagonista. A parte il lato fantastico, siamo di fronte ad un futuro nemmeno troppo lontano: la critica sociale è rafforzata anche dallo scontro tra la società civile - con le autorità che portano in salvo i superstiti dopo l'uragano - e quella della Grande Vasca, fiera e selvaggia. A dividere i due mondi c'è la diga, opera che garantisce la sicurezza per i primi, fonte di rovina e di morte per i secondi. E se il regista non prende esplicitamente una posizione netta, la fuga dall'ospedale e i brividi provocati dalla visione di Hushpuppy "civilizzata" fanno nettamente pendere l'ago della bilancia a favore degli abitanti di Bathtub.
Viene alla mente lo Spike Jonze di "Nel paese delle creature selvagge", non solo per il titolo, per l'atmosfera fantastica che si respira o per l'età dei protagonisti: sceneggiatore e co-autore del film di Jonze era infatti Dave Eggers, penna di culto della letteratura americana di oggi e da alcuni anni focalizzato su temi di carattere sociale. Suo il romanzo "Zeitoun", storia di un siriano-americano nella New Orleans del post-Katrina: il cerchio si chiude.
Basato sull'opera teatrale "Juicy and delicious" di Lucy Alibar e girato con pochissime risorse a Montegut, Louisiana, col coinvolgimento di residenti locali come attori non professionisti, "Re della terra selvaggia" è un debutto impressionante nella cui miriade di temi e chiavi di lettura ci si perde volentieri, rapiti e incantati.


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