martedì 9 aprile 2013

Gianni Giublena Rosacroce "La mia Africa"


Dopo l'esperienza de La Piramide di Sangue, Stefano Isaia torna al progetto solista che all'ensemble aveva fornito il nome. Già lo scorso anno era infatti uscita una cassetta per Yerevan Tapes a nome Gianni Giublena Rosacroce, "La Piramide di Sangue" appunto, oggi bissata da questa nuova tape per NO=FI Recordings.

"La Mia Africa" si scosta da "Tebe" non tanto per atmosfere e immaginario - sempre legati a un ipotetico e onninclusivo Terzo Mondo, occulto, misterioso e mentale - quanto per forma e mezzi: al clarinetto, alla marimba e alle percussioni del poliedrico Isaia si affiancano le chitarre acustiche di Dedalo666, Vernon Senegal e Jenaa el-fna e le voci in Fulfulde delle due tuareg Aissa Daouda e Elle' Abigaelle, per dar vita a brevi bozzetti fatti di ritmi ancestrali e melodie reiterate che generano stati di ipnosi. Movimenti lenti e ossessivi sui toni bassi (Il sandalo di Aissa, la conturbante Te, nel deserto), visioni cinematografiche (Morricone nel Sahara in Dogon, Kusturika in Persia ne La sposa bambina, le atmosfere noir evocate dai fiati di Dov'è la casa del mio amico?), episodi pacificanti e solari (Yurugu, La memoria della Terra), sperimentazioni sintetiche (gli animali de Il sole della discordia, le percussioni in Le tre lune) ma soprattutto serpentine melodiche sapor del deserto che incantano e rapiscono (Sangue nero, Il primo sole sul tempio).
Non sempre il meccanismo funziona alla perfezione - a tratti si ha la sensazione di ascoltare un lavoro non ancora giunto alla sua forma definitiva - ma l'ispirazione è innegabile. Attendiamo speranzosi il ritorno de La Piramide di Sangue. Edizione limitata a 100 copie, cassetta verde, artwork serigrafato a cura del francese Arrache Toi Un Oeil.

(NO=FI Recordings 2013)


Nessun commento:

Posta un commento