lunedì 3 dicembre 2012

Johnny Mox "Lord only knows how many times I cursed these walls"

Né batterie-piedistallo né giochi di specchi vocali né sermoni gospel, stavolta ci sono solo Johnny Mox e la sua acustica. Mini album strumentale uscito in duplice veste di cassetta e di bonus CD nella ristampa in vinile di "We=Trouble", "Lord only knows how many times I cursed these walls" ci mostra un Gianluca Taraborelli dai diversi volti, a suo agio sia col folk desertico e marziale di King Zoltar sia con le sonorità sfaccettate di Inner Jewellery, in cui tapping proto-indie convivono con rallentamenti e toni bassi color della sabbia. I temi di questo fulmineo concept - la famiglia, la fuga e il ritorno a casa, i ricordi d'infanzia - affiorano nella breve Moon Boots, con tanto di voci infantili campionate, mentre il Johnny Mox che conosciamo torna per un attimo in Black Bowels (Fox Hunters), con la chitarra che, sebbene acustica, torna per una volta a moltiplicarsi in un'orgia di loops nell'episodio più brioso e dinamico dei quattro.
Pensandoci ora la presenza di Above the tree nell'ultima traccia di "We=Trouble" non era un caso. Percorsi simili quelli dei due artisti/one man band: un ritmo frenetico che li tiene sempre sulla strada e sul palco, entrambi capaci, ad ogni nuova uscita, di indossare un nuovo volto mantenendo intatti il proprio credo musicale e la stessa pulsione di fondo. Lunga distanza o EP, sei corde o beatbox, elettricità o meno, Johnny Mox vince comunque.

(Mother Ship Records, Sons of Vesta, Escape from Today, SoloMacello, Musica per Organi Caldi 2012)


Nessun commento:

Posta un commento