venerdì 19 ottobre 2012

Atomik Clocks "Magdan in Charleroi"

Uscito inizialmente come autoproduzione a settembre 2011, l'esordio ufficiale dei fiorentini Atomik Clocks viene oggi riproposto in cd-r dalla tarantina Hysm?. "Madgan in Charleroi" è innanzitutto jazz strumentale che poggia su una base ritmica rock: sul basso solido e corposo di Francesco Li Puma e sul drumming ossessivo di Marco Ruggiero svetta il sax di Filippo Pratesi, vero protagonista dell'album con i suoi deliri sonici e le sue traiettorie istrioniche (Traffic jungle). Tanto funk (basti il sottotitolo programmatico di Meat Flute: Tullyo De Syncopo), tanto free e un pizzico di math rock negli episodi più spigolosi, come la nevrotica, iniziale Double feint o La stagione degli amori; ovunque un susseguirsi di tempi dispari (Robotic prostitute in heat, Deuterio), stacchi e cambi di tempo continui.
Una perizia tecnica e compositiva ben al di sopra della media ma che sconta in primo luogo una registrazione non sempre impeccabile (la batteria suona spesso debole, meccanica, secca), a tratti troppo asciutta e pulita, in secondo luogo un'eccessiva uniformità tra i vari brani. Si rimane sul piano musicale, lodevole, ma l'immaginazione non ingrana: nel nuovo millennio della musica liquida in cui il saper vendere suggestioni conta più del saper creare musica, gli Atomik Clocks, fortuna loro, sono dei marziani. Ma forse, stavolta, un pizzico di evocatività in più non avrebbe guastato.

(Hysm? 2012)

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