lunedì 13 agosto 2012

Marilyn

Marilyn Monroe (Michelle Williams) sbarca in Inghilterra con il neo-marito Arthur Miller per girare "Il principe e la ballerina" al fianco di Sir Laurence Olivier (Kenneth Branagh). Il perfezionismo dell'istrionico attore britannico male si sposerà con la natura fragile della giovane Marilyn, per la quale la vita sul set si rivelerà ben presto un inferno, tra sfiducia nelle proprie capacità e improvvise crisi coniugali. Ad aiutarla troverà il terzo assistente alla regia Colin Clark (Eddie Redmayne), giovane sognatore e al suo primo lavoro nel mondo del cinema, che non tarderà a caderle tra le braccia.

Per il suo debutto nel mondo del cinema il regista Simon Curtis non poteva scegliere un compito più difficile: quello di portare il mito e l'icona di Marilyn al cinema, sostituendone l'immagine che tutti conoscono con una rappresentazione - il corpo, il volto, le movenze e la recitazione di Michelle Williams. Compito non difficile, semplicemente impossibile: potremmo stare giorni a tentare di stabilire il grado di somiglianza tra originale e copia, discussione tra l'altro inutile e sterile, il fatto è che l'interpretazione della Williams è più che eccellente, come da alcuni anni a questa parte ci ha abituato. In "My Week with Marilyn" non viene fuori soltanto il mito dell'attrice americana, ma anche e soprattutto l'essere umano, una donna fragile segnata da un'infanzia travagliata e che sogna una vita qualsiasi: tutti perdono la testa per lei - il protagonista, Olivier, l'assistente personale di Marilyn - ammirandone il guscio ma incapaci di vederla all'interno, per quella che è. Anche il giovane Colin non ci pensa due volte a lasciare la sua fiamma (Emma Watson) per correrle incontro, abbagliato dalla sua bellezza. Tutti la proteggono, tutti la curano, tutti sono più interessati al mito e alla gallina dalle uova d'oro piuttosto che alla donna. I retroscena della vita di Marilyn - la madre in manicomio, il padre sconosciuto, i matrimoni falliti, l'impossibilità di girare per strada come una persona qualsiasi - vengono svelati a poco a poco e ci mostrano una persona di vetro, pronta ad andare in mille pezzi al primo soffio di vento. Ma è anche una donna forte, capace di rispondere a tono, di sedurre e di cercare scampoli di vita vera quando lo desidera. Così come l'incapacità di recitare e di apprendere il mestiere è più che bilanciata dall'istinto e dalla capacità innata di bucare lo schermo, qualità che hanno valso la sua fortuna.
Il film all'inizio fatica a convincere, per poi acquistare forza man mano che Marilyn cade a pezzi. Molti contrasti restano solo accennati, come il rapporto con Miller o la gelosia della moglie di Olivier nei suoi confronti, ma risultano comunque funzionali per un film che rapisce pur non essendo un capolavoro. Basato sui diari del vero Colin Clark, "The Prince, the showgirl and me" e "My week with Marilyn". Due nomination agli Oscar 2012.

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