mercoledì 25 luglio 2012

La Piramide di Sangue "Tebe"


Nella liquidità di questo presente in cui spazi e tempi mutano senza tregua, confini geografici e mentali si annullano e suoni e immaginari si compenetrano c'è posto anche per La Piramide di Sangue, nuova creatura ideata da Stefano Isaia (per l'occasione Gianni Giublena Rosacroce) dei Movie Star Junkies con membri di altre formazioni torinesi quali King suffy generator e Love boat. Se a pubblicare l'album d'esordio "Tebe" si sono scomodate Sound of Cobra e Boring Machines, ovvero le label nostrane con le mani più in pasta nell'occulto e nell'ignoto, ci sarà un perchè: una fusione tout-court di tishoumaren nord-africano, free noise, krautrock e psichedelia misticheggiante e oscura generata da due chitarre, un clarinetto, due bassi, un synth, una batteria, effetti e percussioni varie. Meditazione e azione, accelerate e frenate di ritmo e rumore che danno luogo a un incedere irregolare come il profilo del Sahara; Sun Ra, i Neu!, la no wave, i Group Bombino, molti i nomi tirati in ballo per descrivere il sound del settetto piemontese: aggiungerei i Cannibal Movie, tanto per rimanere vicini geograficamente e di etichetta, per l'approccio al sound corroborato da una carica forte di componente visiva e immaginario - il cinema di serie B da un lato, un ipotetico e non meglio definito universo mistico sull'altra sponda del Mediterraneo nel caso di Isaia e soci.

Se in alcuni casi gli arabeschi disegnati dai fiati e dalle chitarre non si sposano alla perfezione con l'accumulo di percussioni e distorsioni (Sandalo), altrove i risultati sono eccellenti: basti ascoltare Complotti a Tebe, mantra di ronzii e note evanescenti come fumo, percussioni lente ma imperterrite, colonna sonora di un arcano rito sacrificale, e nel finale rock torbido e pesante, gigante d'arena esposto alle intemperie di una tormenta di rumore. O ancora L'invasione delle locuste, movimento magmatico dall'alto tasso lisergico in cui trova spazio anche la voce, un estratto in arabo di non so quale provenienza.
Il clarinetto danza spesso in primo piano sopra tappeti di chitarre e percussioni che sanno di millenni accumulati e tempo che svanisce (Sangue), il Sud del Mediterraneo che accelera la propria corsa verso la chimera dell'Occidente (Tu getti sale sulle mie ferite), introspezioni e inquietudini (In bici sulla strada della perdizione), folklore ed esotismo (Io sono la tigre).

Una Piramide eretta su questo presente capace di inventarsi infiniti passati immaginifici, fatti di sangue scorso nelle vene e di sangue versato. Prima pietra per una band che si è già ritagliata un posto in questa psichedelia nera italiana di inizio decennio.

(Sound of Cobra / Boring Machines 2012)


La Piramide di Sangue - Teaser 3 from Boring Machines on Vimeo.

Nessun commento:

Posta un commento