mercoledì 21 marzo 2012

Quasi Amici

La storia di un rapporto particolare, quello tra Philippe (François Cluzet), ricco tetraplegico rimasto completamente paralizzato dopo uno schianto in parapendio, e Driss (Omar Sy), giovane senegalese dalla vita sbandata abituato a vivere alla giornata grazie al sussidio di disoccupazione, prima di venire assunto come badante. Un rapporto problematico che ben presto supera diffidenze e differenze per sbocciare in un'amicizia genuina e forte. Fianco a fianco, Philippe e Driss si aiuteranno a vicenda per trovare un senso alle proprie vite.

Diretto da Olivier Nakache e Éric Toledano, "Quasi amici" ha impiegato solamente nove settimane per diventare il secondo maggior successo al botteghino nella storia del cinema francese. Ispirato ad una storia vera, è un film fresco e leggero sull'amicizia, sulla speranza e sul sorriso, sull'amore materno e fraterno. Abbondano le risate: la fuga dalla polizia che apre il film, l'improvvisata discoteca funky al compleanno di Philippe, i continui approcci di Driss alla rossa Magalie e le risposte di lei. Ma soprattutto abbondano i sorrisi e il benessere. Non si affonda mai oltre il livello dell'immediata comprensione, si resta in superficie: volutamente evito il termine "superficiale", recante una connotazione negativa che non mi sento di assegnare: uno dei principali meriti della pellicola di Nakache e Toledano sta proprio nell'abilità di non sfociare in drammi o in stucchevole compassione, laddove puntare alle lacrime sarebbe stato come sfondare una porta aperta. Non solo il tema dell'handicap, ma anche quello delle differenze di classe tra Philippe, bianco, ricco, membro dell'alta borghesia parigina e Driss, nero, immigrato e squattrinato delle banlieue, è un argomento trattato in maniera leggera, privo di facili moralismi o contrasti scontati. Vi si plana sopra, si ha un'ottima visuale, ma non ci si sporca, deliberatamente, le mani.
Siamo lontani dagli annali del cinema, ma due ore di benessere e piacevoli sensazioni non sono cosa da buttare.


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